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dal romanzo di Charles Dickens

Oliver è un orfano che cresce fino all’età di nove anni in un ospizio per poveri, dove soffre la fame e subisce maltrattamenti da parte del direttore. Un giorno fugge e arriva a Londra, dove però per ingenuità si lascia coinvolgere da una banda di ladruncoli. Uno dei suoi primi colpi finisce male: Oliver resta ferito e viene curato in casa della signora Maylie e della nipote adottiva Rose che poi si scopre essere la zia di Oliver con un riscatto per il protagonista.
Dopo anni di grandi successi con “Canto di Natale”, più di 50mila spettatori in tutta Italia, TeatroNovanta mette in scena l’altro capolavoro di Charles Dickens: Oliver Twist. Un grande, emozionante romanzo che disegna coraggiosamente il degrado della parte povera della società londinese dell’Ottocento. La messa in scena, in forma di commedia musicale amplifica le emozioni e la spettacolarità con canzoni, tutte originali, come le coinvolgenti coreografie. Il punto di forza resta il racconto con il carattere dei personaggi, a volte poetici, a volte violenti, spesso grotteschi nelle loro meschinerie. Molta attenzione e accuratezza hanno accompagnato la realizzazione degli splendidi costumi d’epoca, che inquadrati nelle scenografie, disegnano un perfetto “quadro” inglese del 1800.
Lo spettacolo si focalizza in particolare sulle difficoltà di un ragazzo a inserirsi in una società di poteri forti, uomini ricchi, politici, truffatori, che penalizza a priori i deboli, i ragazzi, i poveri, tutte le persone che non hanno mezzi per combattere. Nella messa in scena, diventano protagonisti i diversi, coloro che sono al di fuori dei giochi di potere. Il riscatto di Oliver diventa il riscatto di una classe sociale ritenuta erroneamente inferiore per cui si è dalla parte considerata giusta solo per una casualità di nascita. Il suo riscatto è un motivo di speranza: Oliver riesce a inserirsi nella società dei buoni, non dei più forti. A prendersi cura di lui è infatti una persona buona che anche quando non conosceva il legame di parentela del protagonista, voleva prendersene cura.
Il mondo di oggi che esclude tutti coloro che non fanno parte di ciò che conta da un punto di vista sociale, estetico, geografico è la versione globalizzata della Londra dell’Ottocento. La speranza che infonde lo spettacolo è che c’è ancora la possibilità di trovare persone che rompono questo telo nero della volgarità, della violenza, della cattiveria, che ci sia ancora possibilità per un mondo migliore.

per prenotazioni: TeatroNovanta srl: 0621126027, 3273690298, info@teatronovanta.it

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€ 12,00

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10.30